UE: intesa sul metodo unico per calcolare le emissioni dei trasporti

Un sistema standardizzato per misurare le emissioni di gas serra prodotte dal trasporto di merci e passeggeri. Questo è il fulcro del progetto CountEmissionsEU, su cui le istituzioni europee lavorano da tempo, e rappresenta l’obiettivo dell’accordo preliminare raggiunto dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio dell’UE.

L’intesa ora attende l’approvazione finale dai rappresentanti degli Stati membri in sede di Consiglio (Coreper) e dal Parlamento europeo. L’iniziativa mira a colmare la mancanza di uniformità nella misurazione delle emissioni nel settore dei trasporti. Tale diversità complica sia il confronto fra operatori sia la trasparenza per gli utenti, che spesso non riescono a scegliere consapevolmente il servizio più sostenibile. L’accordo introduce quindi una metodologia comune per calcolare le emissioni di gas serra, basata su uno standard globale, applicabile a servizi di trasporto passeggeri e merci.

Il riferimento chiave è la norma EN ISO 14083:2023, che definisce regole e principi condivisi per il calcolo delle emissioni nel settore dei trasporti a livello mondiale, adottando il criterio “dal pozzo alla ruota” (well-to-wheel). Questo approccio considera tutte le emissioni di gas serra generate lungo l’intero ciclo produttivo del carburante, dall’estrazione fino al suo utilizzo effettivo nei trasporti. Per alleggerire gli oneri amministrativi ed economici sulle imprese, in particolare sulle PMI, gli eurodeputati hanno garantito l’impegno della Commissione a sviluppare uno strumento pubblico, semplice e gratuito, per il calcolo delle emissioni, corredato da un manuale esplicativo. Le nuove normative non impongono alle aziende di trasporto l’obbligo di calcolare e rendere pubbliche le proprie emissioni di gas serra.

Tuttavia, qualora decidano di farlo, potranno avvalersi di una metodologia comune che si basa sul conteggio delle emissioni prodotte dall’utilizzo dei veicoli e dall’erogazione dell’energia durante le operazioni di trasporto.

Ministero dell’Interno: dal 3 agosto 2026 fine della carta d’identità cartacea

L’era della carta d’identità cartacea sta per concludersi definitivamente. Dal 3 agosto 2026, infatti, tali documenti non saranno più validi, né in Italia né negli altri Paesi europei.

Lo ha annunciato il Ministero dell’Interno attraverso una circolare emessa il 13 ottobre 2025 dalla Direzione centrale per i servizi demografici. Nella comunicazione, si evidenzia che le carte d’identità cartacee non rispettano gli standard di sicurezza richiesti dal Regolamento (UE) n. 1157 del 20 giugno 2019, volto a garantire maggiore sicurezza per i documenti d’identità dei cittadini europei.

La decisione segue un confronto con il Dipartimento della funzione pubblica, che, insieme al parere dell’Ufficio legislativo del Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, ha concluso che mantenere la validità delle carte cartacee oltre il 3 agosto 2026, anche solo sul territorio italiano, rischierebbe di contravvenire agli obiettivi del Regolamento. Tali obiettivi mirano a uniformare i requisiti di sicurezza e il contenuto dei documenti tra gli Stati membri, esponendo l’Italia a possibili contestazioni da parte della Commissione europea.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato un accordo per la revisione della legge sul clima, fissando un nuovo obiettivo intermedio e introducendo maggiore flessibilità.

L’intesa, concordata dai ministri dell’Ambiente, stabilisce un target vincolante per ridurre del 90% le emissioni nette di gas serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Questo ambizioso traguardo dovrà essere raggiunto tramite politiche che garantiscano al contempo il supporto all’industria, alla competitività e ai cittadini europei nel percorso di transizione energetica. Tuttavia, prima della stesura del testo definitivo, il Consiglio dovrà negoziare con il Parlamento Europeo, che ancora deve formalizzare la propria posizione.

Uno degli aspetti di flessibilità particolarmente rilevanti per il settore dei trasporti è il rinvio di un anno dell’entrata in vigore del sistema di scambio di emissioni dell’Unione Europea per gli edifici e il trasporto su strada, noto come ETS2, che è stato spostato dal 2027 al 2028. A riguardo, il commissario europeo per il Clima, Wopke Hoesktra, durante la conferenza stampa conclusiva dei lavori, ha precisato che il rinvio sarà attuato automaticamente con l’approvazione del target 2040 e non richiederà ulteriori passaggi. In linea generale, seguendo la proposta della Commissione, il Consiglio ha stabilito che la flessibilità si articola su tre livelli distinti. Come elemento principale, esiste la possibilità di ottenere una riduzione del 90% delle emissioni attraverso crediti internazionali provenienti da Paesi extra UE, purché siano di alta qualità e corrispondano al 5% delle emissioni. Questa clausola è basata sul fatto che l’Unione Europea contribuisce solo al 6% delle emissioni globali.