Il Consiglio dei Ministri ha deciso di posticipare al 1° ottobre l’entrata in vigore della tassa sui mini pacchi provenienti da paesi extra UE.
L’entrata in vigore della tassa sui piccoli pacchi provenienti da Paesi non membri dell’Unione Europea è stata posticipata al 1° ottobre.
Durante il Consiglio dei Ministri del 22 giugno, tra le varie decisioni, si è scelto di prorogare di 90 giorni l’applicazione della tassa prevista dalla Legge di Bilancio. Questo provvedimento è incluso in un decreto legge che introduce misure urgenti per interventi infrastrutturali e per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Inizialmente, la tassa doveva essere operativa dal 1° gennaio, ma il Decreto Fiscale ne aveva già causato un primo rinvio. La nuova data stabilita era il 1° luglio, in linea con le direttive del Consiglio dell’Unione Europea degli ultimi mesi. La normativa europea è stata concepita per eliminare le esenzioni doganali relative a prodotti di valore inferiore ai 150 euro che entrano nell’Ue principalmente tramite il commercio elettronico, causando una competizione sleale nei confronti dei venditori europei.
La Commissione Europea ha stimato che il numero di piccoli pacchi in arrivo è raddoppiato annualmente dal 2022. Secondo le disposizioni europee, i dazi doganali si applicheranno a tutte le merci che entreranno nell’Ue una volta attivato il nuovo centro doganale digitale, parte di una riforma ampia e fondamentale del sistema doganale, prevista per il 2028. Fino a quella data, gli Stati membri hanno deciso di introdurre un dazio provvisorio di 3 euro sugli articoli contenuti in piccoli pacchi con valore inferiore a 150 euro destinati ai consumatori europei. Dal 1º ottobre 2026 fino al 1° luglio 2028, questo dazio sarà applicato a ciascuna categoria di articolo all’interno di un pacco, identificata tramite le sottovoci tariffarie specifiche.